Recensione per Fanucci Editore “La macchina del tempo” di H. G. Wells




Recensione per Fanucci Editore “La macchina del tempo” di H. G. Wells

Trama:

Inghilterra, fine Ottocento. Quando ha raccontato agli amici di aver escogitato un marchingegno per viaggiare attraverso i secoli, nessuno l’ha preso sul serio. Il Viaggiatore del Tempo è un uomo eccentrico, un inventore: difficile prendere per buono tutto quello che la sua mente partorisce. Eppure, le cicatrici sul suo corpo sembrano supportare la veridicità di ciò che racconta: un viaggio in un futuro lontanissimo, in cui si è perso il ricordo del mondo conosciuto, popolato da creature fragili e pacifiche sottomesse a esseri crudeli e ripugnanti che si nutrono della loro carne. I Morlock – così sono chiamate le creature malvagie che abitano gli anfratti oscuri della Terra – hanno tenuto imprigionato il Viaggiatore nella loro dimensione temporale, un universo che nessuna intelligenza avrebbe mai concepito così desolante e inumano. È questa la meta cui conduce il genio più luminoso? È forse questo il destino riservato a coloro che osano superare i limiti di ciò di cui l’uomo è misura? Il viaggio più strabiliante che sia mai stato compiuto, l’avventura folle e visionaria che ciascuno, almeno una volta, ha sognato di intraprendere.

Recensione La macchina del tempo


Recensione:

“La fantascienza [sociale] è quel settore della letteratura
che si preoccupa dell’impatto del progresso scientifico sugli esseri umani.”
Isaac Asimov

Il Viaggiatore del tempo sa che oltre al nostro presente c’è una moltitudine di momenti che noi non vivremo mai, ma che saranno importanti perchè frutto delle nostre azioni attuali.

Il Viaggiatore del tempo sa, che con astuzia e intelligenza, possiamo – non senza una grande applicazione – costruire una macchina che ci permetta di andare a vedere come sarà il futuro del nostro pianeta e dell’umanità intera.
Il Viaggiatore del tempo è curioso di vedere quali grandi opere saranno compiute quando lui non sarà più in vita, quali grandi capolavori saranno partoriti dalla geniale e sorprendente mente umana.

Quello che però il Viaggiatore non sa, è che non è per forza un futuro florido quello che ci attende.

Siamo alla fine del 1800 e il protagonista del libro è un geniale amante della scienza e della meccanica, nonché un precursore dei viaggi nel tempo.
Ci troviamo nel suo studio e davanti a lui sono radunati alcune delle menti più curiose e brillanti dell’epoca. Giornalisti, matematici, un dottore e persino il sindaco sono riuniti per verificare di persona quale prodigio abbia inventato il Viaggiatore e quello che vedranno sarà una delle cose di più difficile comprensione della loro vita.
Un piccolo assaggio, una macchina del tempo in miniatura, un attimo prima è davanti ai loro occhi e un attimo dopo, con il solo movimento di una leva, non c’è più. Gli spettatori sbalorditi pensano sia un trucco, anche se è abbastanza evidente che non ce ne sono, e decidono quindi di riflettere sull’accaduto e ritrovarsi il giovedì successivo a pranzo per parlarne a mente lucida.

Quando finalmente la compagnia si riunisce il Viaggiatore si presenta sporco e contuso, come se fosse appena scampato a un pericolo mortale.
Cosa gli è successo? Quale follia ha compiuto questa volta?
Tanta è la voglia di vedere il futuro, quanta è la pericolosità del viaggio che ha compiuto.

“Stasera non posso discutere.
Vi racconterò tutto, ma non posso discutere….

Alle quattro mi trovavo nel mio laboratorio, e da quel momento…sono trascorsi otto giorni….
Otto giorni che nessun essere umano ha mai vissuto! “

Quello che segue è il racconto più incredibile che avrete mai l’opportunità di leggere.
Il futuro visto da un Viaggiatore dell’800.
Immaginate di essere il protagonista; siete un bizzarro e geniale uomo in cerca di rivelazioni sul futuro dell’umanità. Avete una grande sete di conoscenza, la voglia di viaggiare nel tempo è così grande da spingervi a fare un salto nel vuoto, a sfidare la relatività e la concezione stessa del tempo.
Tutto per vedere quali grandi imprese l’uomo sarà in grado di compiere nel futuro, un futuro così lontano che è anche solo difficile immaginarlo.
Dal 1800 all’anno 802.701, un viaggio incredibile alla scoperta della magnificenza del genere umano.
O alla scoperta del suo declino…

Cosa ne sarà dell’umanità nel futuro?
Cosa troverà il Viaggiatore del tempo?

Siamo così convinti che il futuro sarà il frutto del nostro incredibile progresso da non prendere in considerazione nemmeno per un momento che forse, in realtà, saremo gli artefici della nostra estinzione.

La macchina del tempo risale al 1895, ma ha una freschezza e una narrazione tali da renderlo attuale, brillante e illuminante.

Il Viaggiatore parte per un viaggio nel tempo convinto di esplorare un mondo futuro in cui i prodigi dell’uomo saranno a livelli altissimi, mai gli sfiora la mente la possibilità di trovare invece una generazione vittima dell’involuzione, preda della paura e della totale mancanza di cultura.

Cosa è successo all’umanità?
Cosa potrà mai compiere l’uomo di così grave da non progredire più?

Una civiltà “rovesciata” in cui i più forti diventano bestiame da allevamento e la classe povera diventa la dominante. Ecco cosa possiamo aspettarci da una società che tende a dividere le persone in ceti sociali. Quando i pochi della classe dirigente vengono sopraffatti dalla più bassa classe sociale non c’è cultura che possa salvarli. Nulla può frenare la rabbia e la frustrazione di un popolo vittima del progresso senza scrupoli.

“Improvvisamente mi balzò agli occhi il lato comico della situazione: avevo studiato e faticato per anni per andare nel futuro, e adesso ero divorato dall’ansia di uscirne. 
Avevo creato con le mie stesse mani la trappola più complicata e più diabolica che un uomo avesse mai escogitato. E sebbene fosse scattata a mie spese, non potevo rimediare. Scoppiai in una risata.


Può un popolo, sfruttato fino all’esasperazione per il progresso dei grandi, ribaltare l’equilibrio della società al punto da annientarla e nel tempo determinare la completa estinzione del genere umano?
Fino a che punto i ricchi possono sfruttare la popolazione per portare avanti il progresso?
Quanto può essere pericoloso un popolo arrabbiato?
L’estinzione dell’umanità (in ogni sua forma fisica e culturale) come atto finale di una evoluzione che ci è sfuggita di mano.
Ecco cosa ci racconta il Viaggiatore del tempo in questo libro.
Ma se così fosse davvero, se questo fosse davvero il futuro che ci aspetta…siamo ancora in tempo per correre ai ripari?

“Col mutare delle condizioni di vita è inevitabile che sopravvenga un adattamento a tale trasformazione. A meno che la scienza biologica non sia un cumulo di errori, qual è la causa dell’intelligenza umana e del vigore? 
Le avversità e la libertà: condizioni sotto la cui spinta l’uomo attivo,
forte e astuto sopravvive, mentre quello più debole soccombe…”

Herbert George Wells è stato uno dei primi scrittori a portare la fantascienza sul piano narrativo.
Le sue opere hanno fatto da apripista a un genere che ha conquistato nel tempo un grande numero di lettori, insieme a Verne hanno dato vita a un genere letterario-scientifico mai esplorato prima.
La fantascienza qui nasce dal genio creativo di un uomo che è stato in grado di rendere emozionante e  appassionante un tema nuovo e spesso di difficile comprensione.

Libro bellissimo, assolutamente consigliato.




Voto: VotazioneVotazioneVotazioneVotazioneVotazione Recensione di: Mirtilla Malcontenta
Scheda libro

Titolo: La macchina del tempo
Autore: H. G. Wells
Data pubblicazione*: 19/01/2017
Editore: Fanucci Editore
Lingua: Italiano
Genere: Romanzo
ISBN: B01MR5USDI
Autore recensione: Mirtilla Malcontenta
Valutazione recensione: 5
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