Recensione Edizioni NPE “Snipers” di Roberto Ferraresi

 

Recensione Edizioni NPE “Snipers” di Roberto Ferraresi

Trama:

Quando l’ultima finanziaria avrà erogato l’ultimo prestito, quando la finzione in cui vive il poveruomo moderno sarà finita, quando non vi saranno più internet, cellulari ultimo grido, scarpe col tacco… Allora sopravviveranno soltanto coloro che hanno saputo prevedere il collasso totale della bolla di illusione nella quale viviamo. Quando questa crisi che non accenna a finire avrà mostrato il suo vero volto, vi saranno migliaia di suicidi, vi sarà una vera e propria rivolta dove chi ha fame cercherà di appropriarsi di quel poco che resta. Il nostro protagonista ha saputo prevedere tutto. Ha accaparrato cibi a lunga conservazione e munizioni, e vive barricato nella sua casa, sparando a chiunque cerchi di avvicinarglisi. È diventato un mondo di affamati e di cecchini, di snipers.

Recensione Snipers

 


Recensione:

Oggi vi parlo di un libro che per me è stata una vera e propria rivelazione.
Ho terminato pochi giorni fa la lettura di “Snipers” e, nonostante avessi ben chiaro in mente cosa dire, mi è servito del tempo per elaborare bene la recensione.

Perché “Snipers” non è il solito libro post apocalittico, non è nemmeno il solito distopico o il classico volume violento con lotte intestine tra i sopravvissuti a una catastrofe.
Snipers è un perfetto mix di azione e riflessione, di una attenta e ironica analisi su una società al collasso e di una più introspettiva sulla grande paure dell’uomo: l’estinzione.

Ognuno di noi ogni giorno legge i giornali, scorre le notizie online e si chiede “cosa ne sarà della società andando avanti così? – cosa accadrà quando saremo al collasso?”

Roberto Ferraresi lo ha immaginato e scritto per noi.
Ho iniziato Snipers aspettandomi tutto un altro genere di libro e sono rimasta così piacevolmente colpita da quello che ho trovato da non riuscire più a chiuderlo. Il libro è volato in un pomeriggio e, quando l’ho terminato, il senso di inquietudine e smarrimento era grande.

Ma entriamo nel particolare del libro: il nostro protagonista è uno di noi, uno che legge i giornali, si guarda intorno e riflette sulla strada che l’uomo sta prendendo, su quello che dobbiamo aspettarci dal futuro e su quanto la terra sia ancora in grado di dare per la nostra sopravvivenza.
Quando il mondo intorno a lui inizia a implodere e la conservazione stessa dell’uomo sembra orma vicina al collasso in lui scatta qualcosa, inizia così ad accumulare provviste e beni di prima necessità immaginando tuto ciò che possa essere utile in un mondo post apocalittico in cui nulla è più reperibile.

La donna che lo ama cerca di restargli accanto ma fatica ad accettare questa sua nuova ossessione, non comprende completamente le sue paure e non condivide il presagio di distruzione che invece ossessiona il suo compagno.
L’amore non basta e presto il protagonista si trova solo a combattere contro una società che va lentamente spegnendosi.

In breve tempo si verifica esattamente ciò che il nostro protagonista temeva di più e il mondo si trasforma in un abisso di disperazione.
Uomini malconci e ormai sull’orlo della follia assaltano la sua abitazione quasi ogni giorno e lui, che aveva previsto anche il dilagare della violenza, è costretto ad ucciderli uno a uno. Un cecchino dal palazzo di fronte gli tiene compagnia ogni giorno, sono loro gli unici sopravvissuti, gli unici abbastanza sani di mente da resistere alla completa estinzione del genere umano. Quando anche l’ultimo disperato muore, il protagonista e il cecchino restano gli unici al mondo. Gli ultimi esemplari di una gloriosa specie estintasi per colpa dell’indole dell’uomo a volere sempre di più, sempre troppo.

“Nonostante abbia ucciso molti uomini da quando è cominciata questa maledettissima vicenda – quindi  neanch’io sono escluso dal processo di bestializzazione –
l’ho fatto per difendermi, per difendere la mia vita, la sacralità della mia scorta,
per
difendere il mio progetto di rinascita, per cercare di dare un futuro a me e a questo mondo, forse per istinto di sopravvivenza, forse
per il piacere di sentirmi il nuovo Noè, ma l’ho fatto anche per l’amore per la vita, per l’amore che nutro verso questo 
pianeta, che è di una bellezza devastante.”

 

La narrazione è particolare, il protagonista è la voce narrante di tutto il libro e i capitoli sono scanditi tra passato e presente. I dialoghi sono presenti solo nei ricordi del personaggio principale che ci racconta come è arrivato ad essere solo. L’Io narrante ci propone la storia con una sorta di monologo, un flusso di coscienza che ci porta dall’inizio della crisi fino alla fine di tutto.
La scrittura è scorrevole e non annoia, la storia non perde colpi e non si ripete.

Il libro è pubblicato come thriller, ma a mio parere rientra anche nella distopia.
Le riflessioni del protagonista sono un ottimo spunto per una sana autoanalisi e hanno il giusto mordente per appassionare il lettore e portarlo a un buon punto di inquietudine e ansia.

Per essere l’esordio di questo scrittore direi che il colpo è andato a segno.
Il libro fa il suo lavoro, spaventa e lascia un “piacevole” senso di incertezza.

Consiglio vivamente la lettura di questo volume. A me è piaciuto moltissimo!
Grazie a Edizioni NPE per avermi dato al possibilità di leggerlo.

Potete trovare il libro qui:

Le fiamme di Pompei




Voto: VotazioneVotazioneVotazioneVotazioneVotazione Recensione di: Mirtilla Malcontenta
Scheda libro

Titolo: Snipers
Autore: Roberto Ferraresi
Data pubblicazione*: 30/06/2017
Editore: Edizioni NPE
Lingua: Italiano
Genere: Thriller
ISBN: 8888893741
Autore recensione: Mirtilla Malcontenta
Valutazione recensione: 4.5
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