Recensione PubMe “Absorption” Hyperbook di Eugene Pitch

Recensione PubMe “Absorption” Hyperbook di Eugene Pitch

Trama:

David fugge da un misterioso passato e vive ora a Londra, in un appartamento fatiscente e lavorando come cameriere in un bar. Il professore è il suo unico amico, un uomo che come lui è appassionato d’arte, cliente del bar e con cui instaura un’insolita amicizia. Ray, insieme a sua moglie Miranda, vive alla giornata, lavora come fotografo e per questo motivo viaggia in continuazione.

Cos’hanno in comune Ray e David? Assolutamente nulla, almeno fino a quando una banda di criminali ben organizzata non decide di farli incontrare, rapendo loro le persone più care e costringendoli a collaborare. I due dapprima si muovono separatamente, l’uno inconsapevole dell’esistenza dell’altro, poi le loro strade si incrociano e da lì in poi dovranno unire le forze e portare a termine la pericolosa missione.

Ma perché questi criminali hanno scelto proprio loro? Riusciranno a salvare le persone prese in ostaggio?

 



Recensione:

Lo ammetto, sono partita prevenuta. L’idea che un esordiente presentasse il suo primo libro
ascrivendolo a un genere da lui inventato e basandolo su regole precise, da lui stesso delineate,
mi sembrava una furberia per difendersi da eventuali critiche stilistiche, nonché un’abile mossa di
marketing. Ma è già successo che mi sia dovuta ricredere strada facendo, quindi ho superato la
diffidenza e mi sono immersa nella lettura.

Appena iniziato, però, ho incontrato un ostacolo, la prefazione: troppo prolissa e complessa,
decisamente lontana dalla brevità e alla dinamicità attribuite all’hyperbook, non è di certo il miglior
incentivo a proseguire. Ma, poiché non è redatta dall’autore, non ne attribuisco a lui la colpa, forse
è la posizione iniziale a non essere strategica.

La trama è avvincente fin dalle prime battute, il thriller si sente, soprattutto nelle scene di
reclusione e nell’angoscia dei due protagonisti, il livello di suspense è elevato e invoglia ad
avanzare. Purtroppo le voci di David e Ray si confondono facilmente, le loro identità non sono
abbastanza caratterizzate, spesso sono dovuta tornare indietro per capire chi dei due stesse
parlando, lo scrittore avrebbe dovuto distinguerli con maggior cura, con qualche dettaglio che li
rendesse più identificabili.

Mi è piaciuta invece la meticolosità con cui sono descritti i luoghi, si vede che Pinch si è
documentato e ha reso vivide le diverse ambientazioni, consentendo al lettore di farsi coinvolgere
nella narrazione.
La storia parallela di Vince e delle sue turbe interiori è la parte più riuscita del romanzo,
l’alternanza tra la trama principale, ambientata nel presente, e la digressione, parzialmente
inventata, nel passato, crea brio e confonde nella giusta misura. Lo stile di queste parentesi, poi, è
molto più efficace e realistico di quello dell’intreccio primario, quasi che l’autore le abbia scritte con
più scioltezza, più introspezione.

Una buona grammatica, una scrittura scorrevole e una trama ricca di intrecci bilanciano qualche
nota dolente, come il finale un po’ troppo stringato e la mancanza di approfondimenti in certi
capitoli, rendendo “Absorption. I colori del sangue” un primo inizio dignitoso e meritevole di lettura.

“Eppure il resto sei proprio te. In tutte le altre cose, nella tua storia, nei libri che hai letto, nel tuo
carattere, nei tuoi amici, nei luoghi che hai vissuto si nasconde la vera essenza di te, ciò che ti
rende davvero un individuo tra tanti individui”.

Le fiamme di Pompei




Voto: VotazioneVotazioneVotazione Recensione di: MargheBia
Scheda libro

Titolo: Absorption
Autore: Eugene Pitch
Data pubblicazione*: 31/01/2018
Editore: PubMe
Lingua: Italiano
Genere: Hyperbook
ISBN: 8871639049
Autore recensione: MargheBia
Valutazione recensione: 3
*Se giorno e mese risultano 01/01 la data esatta può essere non pervenuta.

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