Eugene Pitch: Chi è, cosa scrive e cos’è un Hyperbook…

Eugene Pitch: Chi è, cosa scrive e cos’è un Hyperbook…

 

Eugene Pitch è uno scrittore emergente italiano, o per meglio dire hyperwriter, che si guadagna da vivere come insegnante di inglese in Giappone. La passione per i libri di Dan Brown e George R. R. Martin lo hanno spinto a ideare il suo primo hyperbook “Absorption – I Colori del Sangue” nel 2017. Per chiunque fosse interessato questo è disponibile in versione light da scaricare gratuitamente sul sito dell’autore www.eugenepitch.com. Attualmente Eugene Pitch ha appena terminato la stesura del prequel che uscirà a breve in download gratuito. È previsto anche un sequel ma bisognerà attendere ancora qualche mese per poterlo leggere.

Grazie alla gentile collaborazione dell’attore e youtuber Riccardo Ricobello presto Absorption diventerà anche un audiolibro.

Infine è prevista anche una collaborazione speciale tra Pitch e Abel Montero. Per maggiori informazioni potete seguire l’autore sui suoi canali social:

www.facebook.it/eugenepitchofficial

www.instagram.com/eugene.pitch.official

www.twitter.com/pitcheugene

 

Qui di seguito trovate un riassunto in dieci punti di cosa sia un hyperbook.

Che cos’è un hyperbook? In italiano si potrebbe tradurre come iper-libro. Un nuovo tipo di concezione letteraria che, proprio come il celebre Hyperloop di Elon Musk (il progetto del treno futuristico più veloce del mondo), fa della dinamicità la propria natura primaria.

Vediamo ora i principali elementi che lo caratterizzano:

1. Descrizioni minimaliste.

L’autore deve dipingere con pochi tratti l’ambientazione e l’aspetto dei personaggi. Il resto sta alla fantasia del lettore che viene lasciato libero di immaginarli come più gli piace.

2. Frasi brevi.

La maggior parte delle frasi sono brevi e spesso invece di collegare una principale e una subordinata con una virgola o un punto e virgola, si opta per un punto. Questa punteggiatura dona più dinamicità al racconto.

3. Capitoli brevi.

I capitoli solitamente non superano le dieci pagine in modo da mantenere vivo l’interesse del lettore.

4. Romanzi non eccessivamente lunghi.

Un hyperbook non deve superare le 60.000 parole. Se un romanzo è troppo corposo è più difficile da assimilare solitamente. Inoltre, al giorno d’oggi, le persone vivono in contesti che lasciano un tempo molto limitato per leggere quotidianamente.

5. Personaggi a 360 gradi.

Troppe volte i personaggi dei romanzi sono piatti perché ci si concentra più che altro sulle vicende narrate o sulla descrizione delle ambientazioni. I personaggi invece hanno diritto ad essere sviluppati a fondo, affrontandone la psicologia e l’evoluzione durante la storia.

6. Uno, nessuno, centomila generi diversi.

L’hyperbook non deve essere confinato al solo genere dei thriller, ma la sua filosofia può ben adattarsi anche ad altri generi letterari. Sta all’autore l’abilità di instillarla nelle sue opere.

7. Coinvolgente fin dalle prime battute.

È importante che il lettore sia proiettato fin da subito nelle vicende del libro. Un prologo, o più semplicemente il primo capitolo, devono evitare inutili e tediose introduzioni, accendendo invece la curiosità del lettore fin dalle prime battute. Lo stile di Dan Brown ne è un esempio lampante.

8. Tanti personaggi.

Come ci ha insegnato il buon George R.R. Martin, disporre di una certa varietà di personaggi ai quali dedicare di volta in volta un singolo capitolo, aiuta a mantenere vivo l’interesse del lettore e rende l’architettura della trama più avvincente e complessa.

9. Capitoli senza fine.

Ogni capitolo di un hyperbook deve terminare lasciando un conto in sospeso con il lettore, il quale si troverà più invogliato a leggere il capitolo seguente per seguire le vicende dei personaggi. Ciò contribuisce alla dinamicità della narrazione.

10. Un colpo di scena non basta.

Nonostante la tecnica del colpo di scena sia sempre efficace, molti scrittori si riservano di utilizzarla solo per il gran finale. Un hyperbook deve essere provvisto di numerosi colpi di scena per spiazzare e coinvolgere chi lo sta leggendo ben prima del gran finale, il quale deve comunque avere sempre un effetto sorpresa di per sè.

 

Ora avete ben chiaro cos’è un Hyperbook? Volete provarne uno? Leggete allora “Absorption” di E. Pitch, a breve la nostra recensione sul sito!

Mirtilla Malcontenta

Le fiamme di Pompei

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